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SOCIAL EATING

DIREI CHE ORMAI HO FATTO MIO QUESTO TERMINE NON MI PIACE PIU' CHIAMARLE SEMPLICEMENTE CENE

Che cos’è il Social Eating? È una cena che sfrutta  un ambiente  caldo e familiare come la casa o altre location private, in cui incontrasi in modo rilassato. Insomma un modo per uscire a cena rimanendo in casa. È un’occasione per socializzare, conoscere persone nuove e assaporare il piacere della buona tavola. In amicizia. Quindi cari amici, amici di amici, semplici conoscenti, e chi vuole aggiungersi è sempre il benvenuto. Questa nuova esperienza social-culinaria si ispira ai social network di affitto e scambio case 

 

  il concetto dell’ospitare sconosciuti a casa propria è lo stesso con la differenza che, in questo caso, dopo il dessert, non è compreso il posto letto.

 

Chi decide di prenotare, mette in conto di passare una serata “come se” fosse invitato a cena da amici bravi in cucina, con qualche distinguo: in linea di massima non conosce gli altri commensali e paga una quota, o meglio “fa una donazione”, visto che lo status fiscale del supper club è ancora tutto da definire.
SPUNTI CURIOSI DI UNA CENA CON SCONOSCIUTI

 




Alle 21 in punto ci sono quasi tutti. Sguardi imbarazzati incrociano occhi curiosi che volano svelti da un ospite all’altro. Abiti casual scelti con cura studiano di sfuggita cravatte, tacchi o trucco dei «compagni di viaggio», più per timore di essere inappropriati che per curiosità o civetteria. 

I 20 Partecipanti (età media 40 anni) alla «Cena degli sconosciuti» aspettano diligentemente che siano i proprietari della casa a invitarli a sedere a questo o quel tavolo. Le sistemazioni vengono fatte velocemente, seguendo quanto più possibile il criterio dell’età. I saluti sono altrettanto veloci: «io mi chiamo Laura e vengo da Empoli», seguiti da un sorriso e un coro di «ciao». 

I giochi sono fatti e non tutti sono soddisfatti. Cristina (nome di fantasia) si guarda intorno, punta con rammarico il tavolo davanti al suo. «Potevo sedermi lì, accidenti - mormora all’amica, mentre i gomiti stringono il piatto dell’antipasto -. Vabbè, ormai è andata così». La prima a rompere il ghiaccio è Francesca, 48 anni ben portati, panettiera arrivata da Grosseto. «Per me è la prima volta, per voi?». Tutti, nessuno escluso, si affrettano a rispondere: «Sì sì, anche per me. Anzi, non volevo venire, mi ha iscritto un amico che ha sentito di quest’iniziativa». La formula è questa: i single chiamano una delle case del circuito «La Cena degli sconosciuti», prenota un posto per la cena, lascia un recapito telefonico e indica la sua fascia di età (non è obbligatorio).

Tra i più giovani, sotto i 40 anni, c’è più difficoltà a rompere il ghiaccio. Il silenzio è interrotto da qualche commento sulle portate, oppure dalla crisi economica, la politica che non c’è e quella che si vorrebbe. «Io capisco che per gli ospiti non sia facile parlare di sè, ma la speranza è che farlo davanti a un buon bicchiere di vino aiuti - sorride Barbara, che osserva a distanza il suo staff -. Anche per noi è una sfida organizzare queste cene, perchè ci dobbiamo scontrare con qualche pregiudizio tipico dei piccoli paesi». «Ma siamo soddisfatti perchè arrivano in tanti, e soprattutto, c’è della bella gente, il clima e sereno.....