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LA FILOSOFIA DEL TE'
La filosofia del tè non è banale estetismo; è economia perché dimostra che il benessere risiede nella semplicità piuttosto che nella ostentazione; è geometria morale in quanto definisce il rapporto tra i nostri sentimenti e l’universo; infine rappresenta il vero spirito della democrazia orientale perché trasforma i suoi adepti in veri aristocratici del gusto.
O. Kazukò
E PARLANDO DI BRUNCH NON POTEVO NON CITARE QUELLO DEL FOUR SEASON DI FIRENZE...IO INTANTO MI AVVICINO ALLO CHEF MOLLICA.... bina.murano@virgilio.it
cuocheperpassione ed altro: TUTTI PAZZI PER IL BRUNCHIL MODO PIU' MORBIDO DI ...
cuocheperpassione ed altro: TUTTI PAZZI PER IL BRUNCH
IL MODO PIU' MORBIDO DI ...: TUTTI PAZZI PER IL BRUNCH IL MODO PIU' MORBIDO DI VIVERE LA DOMENICA Credo che il Brunch sia l'invenzione più smart di ques...
IL MODO PIU' MORBIDO DI ...: TUTTI PAZZI PER IL BRUNCH IL MODO PIU' MORBIDO DI VIVERE LA DOMENICA Credo che il Brunch sia l'invenzione più smart di ques...
cuocheperpassione ed altro: "E SE ANCHE I BACI SI POTESSERO MANGIARE..." Ques...
cuocheperpassione ed altro: "E SE ANCHE I BACI SI POTESSERO MANGIARE..." Ques...: "E SE ANCHE I BACI SI POTESSERO MANGIARE..." Queste non sono patate, sono baci! E che baci! Baci tuoi. E i tuoi baci so...
UNA FANTASTICA RICETTA DELLO CHEF RABBA
MORTADELLA STORY
Ingredienti:
80 g di mortadella tagliata a listerelle.
Per la crema di parmigiano reggiano
100 g di panna, 30 g di
burro, 40 g di parmigiano reggiano grattugiato, 1 cucchiaino di maizena,
1 cucchiaio di latte, 1 pizzico di sale.
Per la salsa di pistacchio americano
50 g di pistacchi americani sgusciati, 200 g di acqua, 20 g di olio d’oliva extravergine, 1 pizzico di sale, 1 pizzico di pepe.
Per le cotolettine di mortadella
| QUESTA NON E' LA FOTO MA LA SUGGESTIONE DEI BICCHIERINI E' SEMPRE LA STESSA |
160 g di mortadella, 1 uovo, 50 g di pane grattugiato, abbondante olio di semi di arachidi per friggere.
Preparazione:
Preparare la crema di parmigiano reggiano: in un tegame far fondere il
burro, aggiungere il parmigiano reggiano, un pizzico di sale, mescolare
bene con una frusta; unire la panna intiepidita e la maizena sciolta con
il latte, passare al colino fine e tenere al caldo da parte.
Preparare la salsa di pistacchio americano: in un tegame rosolare i pistacchi con l’olio, aggiungere l’acqua e cuocerli per 15 minuti; insaporirli con sale e pepe e frullarli (dovrà risultare una crema abbastanza morbida).
Preparare le “cotolettine”: tritare finemente la mortadella, metterla in uno stampo foderato con carta oleata e premerla bene, formando uno strato di due cm circa; conservarle in frigorifero finché il composto risulterà ben freddo. Capovolgere lo stampo su un tagliere e ritagliare 8 cubetti, passarli nell’uovo battuto e nel pane grattugiato, ripetere l’operazione per altre due volte; friggerli in abbondante olio caldo a 160 gradi per qualche minuto finché saranno leggermente dorati e scolarli sopra un foglio di carta assorbente da cucina.
Mettere in ogni bicchiere un poco di crema di parmigiano, la salsa di pistacchio americano e due cubetti di mortadella; rosolare brevemente la mortadella a listerelle in una padella antiaderente spennellata d’olio, distribuirla nei bicchieri e servirli.
SUNDAY BRUNCH
Premessa,
non mi piace la parola brunch: già da sola, già dal suono, si
presta ad essere ridicolizzata. E’ un ibrido moderno, una fusione
fredda tra due belle parole (breakfast e lunch), che ti fa pensare a
quei tristi incroci tra vocaboli usati dai personaggi che si sentono un
sacco giusti (e invece vengono derisi da tutti) dei film americani e che
spesso, in bocca a certe persone, viene consumata a furia di essere usata a
sproposito, per far colpo o per fare i brillanti. Ed è un peccato,
perché il brunch è un pasto BUONISSIMO ed un’idea fantastica, è inutile
negarlo.E quindi anche noi adottiamo questo termine anglosassone, i nostri brunch pero' hanno assolutamente una rivisitazione mediterranea
![]() |
| nel brunch mediterraneo trovate primi caldi e della tradizione regionale |
ea
"E SE ANCHE I BACI SI POTESSERO MANGIARE..."
Queste non sono patate, sono baci! E che baci! Baci tuoi. E i tuoi baci sono i baci più saporiti che abbia mai gustato. Ah, Damocle, tu mi vizi. Ora pretendo ed esigo che i tuoi baci siano appena più saporiti di queste patate sopraffine, appena appena più saporiti dei baci che mi hai dato finora. Lo so che non è facile, ma ci proverai, vero, Damocle, che ci proverai?
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IL CIBO PER LA MENTE
Ormai sono convinta che la percezione di un libro possa cambiare a seconda dello spirito con cui se ne affronta la lettura. Mi capita sempre più spesso di approcciarmi a una lettura piena di aspettative e rimanerne delusa o, viceversa, partire con grandi pregiudizi e trovarmi di fronte a un libro che non è così male. Inoltre credo che ci siano stati d'animo e periodi in cui si apprezzano libri che in altri momenti non si filerebbero nemmeno.
Naturalmente il connubio che io amo di piu' e' il cibo e sessualita' (e va beh ognuno ha le sue manie)
"mangiar bene, e bere ancor meglio, rilassa gli sfinteri dell’anima, sconvolge i punti cardinali della cultura repressiva e prepara alla comparsa di una comunicabilità che non va sprecata."
cit Manuel V.Montalban dal libro di ricette immorali
A proposito al prossimo brunch porta pure l'ultimo libro o gli ultimi libri che hai letto, oltre alle ricette, ci scambiamo anche i libri ....
cuocheperpassioneealtro
TUTTI PAZZI PER IL BRUNCH
IL MODO PIU' MORBIDO DI VIVERE LA DOMENICA
Credo che il Brunch sia l'invenzione più smart di questi geniali anglosassoni, che hanno capito benissimo che la domenica è bello e santo restarsene a letto un po' più a lungo invece di preoccuparsi di "quello che preparerò per pranzo".
Così hanno inventato il brunch, che non è una colazione ma neanche un lunch: è un incontro a metà strada, il che rende tutto più goloso se ovviamente sulla tavola metti le cose giuste.E in un brunch che si rispetti non possono mancare i pancakes, ed ecco a voi la ricetta:
Ingredienti per c.ca 10 pancakes
135 gr di farina 00
2 cucchiai di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1/4 di cucchiaino di bicarbonato
250 gr di crema di latte
1 uovo grande
35 gr di burro fuso
Mescolare
separatamente gli ingredienti secchi e quelli liquidi. In una ciotola
mescolare la farina setacciata con lo zucchero, il lievito, il sale ed
il bicarbonato.
In
un'altra mescolare con una frusta la crema di latte, l'uovo, ed il burro
fuso. Incorporare bene quindi versare il tutto nella ciotola con gli
ingredienti secchi e dare una mescolata con la frusta, facendo
amalgamare gli ingredienti ma non mescolare troppo. Deve restare
grumoso. La pastella non sarà liquida, ma piuttosto densa e spumosa.
Fate
scaldare un padellino antiaderente (io ho usato uno piccolo da 10 cm di
diametro) con una piccola noce di burro. Utilizzate il burro solo per
il primo pancake, poi non ne avrete più bisogno, e versate la quantità
di un piccolo mestolo facendo ondulare il padellino in modo che la
pastella si distribuisca uniformemente. Tenete la fiamma non troppo
alta. Il primo pancake servirà a trovare la giusta temperatura. Quando
noterete delle bolle sulla superficie della pastella ed i bordi avranno
perso lucidità, potrete girare con delicatezza il pancake e finire la
cottura. A me sono serviti c.ca 3/4 minuti a pancake.
Impilateli caldi uno sopra l'altro. Manterranno la temperatura.
Serviteli con sciroppo d'acero, frutta fresca, crema di cioccolata e tutto quanto la vostra golosità vi suggerisce.
Il bello del brunch e' di poter fare una ricca colazione senza doversi preoccupare dell'ordine..
UOVA STRAPAZZATE CON PANCETTA
TARTE TATIN CARCIOFI E GORGONZOLA
UOVA IN COCOTTE ALLA PANCETTA E BRIE
FOCACCIA INTEGRALE ALLE VERDURE
OMELETTE CON SPEK E ZUCCHINE
MOZZARELLA IN CARROZZA
TORTA RUSTICA DI RICOTTA E PANCETTA
CROSTATE
MUFFINS DOLCI E SALATI
BURRO SALATO
CHEESECAKE AI FRUTTI DI BOSCO
BROWNIE ALLE NOCI
| PANE TOSTATO TORTA SALATA VERDURINE AL VAPORE |
LE NOSTRE SECRET DINNER
Avete mai provato a mangiare a casa di un perfetto sconosciuto con altri sconosciuti? E’ la nuova frontiera del cenare fuori, e si chiama social eating. Non si va più al ristorante, ma a casa di qualcuno, per incontrare persone nuove, sperimentare nuovi piatti e nuovi modi di stare insieme, da soli, con gli amici o in coppia, in viaggio o nella propria città. Il tutto organizzato via Internet. In tempo di crisi, è anche un buon modo per andare a cena fuori e provare piatti nuovi senza svenarsi. Nella maggior parte dei casi, infatti, si paga solo un contributo per le spese del pasto.
Lo stile è quello di una cena informale tra amici: si porta il vino e non si "ordina". Se avete sete, recita l'etichetta di queste cene segrete, servitevi da soli. In fondo, non siete al ristorante
SIETE CURIOSI?
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