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SOCIAL EATING


E’ la nuova tendenza, già conosciuta in Europa e molto diffusa ad esempio in Francia, che combina due concetti: trovarsi a mangiare con persone sconosciute e farlo grazie all’uso di social network del gusto.
Il fenomeno del social eating è nato in Gran Bretagna anni fa con i “secret restaurant cioè persone che organizzavano a casa loro cene con sconosciuti. Da qui, grazie ai social network si è diffuso in tutto il mondo fino ad arrivare in Italia. Esso rappresenta una delle due declinazioni nelle quali si traduce la pratica dell’home restaurant

Il fenomeno rientra nell’ambito di una nuova forma di economia non più legata esclusivamente alla logica del profitto e guadagno di uno ma alla crescita culturale ed intellettuale di tutti i partecipanti. E’ l’economia della condivisione o come è conosciuta nel gergo dei “social”, per rimanere in tema, è la sharing economy, fondata sulla collaborazione e sullo scambio di beni e servizi tra pari, e nel caso del social eating, i beni ed i servizi possono variare sulla base del menù previsto.

 Il social eating vuol dire organizzare cene in casa, in veste di chef o di ospite, tramite i social.
• Non c’è una logica di profitto, perché i partecipanti condividono casa, ingredienti, lavoro in cucina. E’ quello che si definisce sharing economy, l’economia della condivisione.
• Ci sono siti appositi per trovare appuntamenti organizzati per città e luoghi oppure organizzarne di nuovi, scegliendo menu, portate, orario, luogo … i più conosciuti sono Gnammo.com e Vizeat.com.

La filosofia del social eating non è quella del ristorante che punta a far alzare quanto prima i clienti per far posto a quelli in arrivo, al contrario, più si rimane a tavola conoscendosi e dibattendo sulle più svariate tematiche, trovando anche l’occasione per parlare di collaborazioni lavorative (c’è infatti il designer che conosce l’architetto o il neolaureato disoccupato che incontra l’imprenditore) più si può dire che la cena sia riuscita!

 La domanda classica è: dove andiamo a cena stasera? E con quel dove si intende un ristorante. Perché quando ci si chiede “da chi” andiamo a cena, ci si immagina una coppia di amici. E se invece non conoscessimo il “chi”? Andreste a cena da uno sconosciuto? Non dite di no, perché la risposta, per sempre più persone, è sì: si va a cena da persone mai incontrate prima, che organizzano social dinner.

E allora vi aspetto tutti ai miei social eating. 

bina.murano@gmail.com