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Io resisto.Quello a cui non so resistere è un piatto di pasta con il sugo di maiale, un bicchiere di buon vino rosso, il tiramisù fatto in casa.Quello a cui non so resistere è un profondo e ampio respiro davanti ad un panorama mozzafiato nelle mattine terse invernali, il vento che scompiglia i capelli in cima alla vetta, la fatica prima della vetta.Quello a cui non so resistere è il valore intrinseco dell’utopia, il piacere di avere i piedi per terra, l’importanza del profilo basso.
NUOVI CAMMINI...
Qualche anno ho imparato che viaggiare e vedere città e paesaggi neccessita lo studio di vie secondarie, meno battute, solitarie, alla ricerca del panorama giusto e per certi versi magico.
Ma c’è una grande differenza fra percorrere in auto o a piedi la stessa strada secondaria.
La differenza è enorme, è il tempo dei gesti, del ritmo, il tempo per assaporare i particolari, le sfumature, luci e ombre.
Fermarsi con l’auto in un belvedere, scendere, scattare qualche foto, assaporare per pochi istanti il panorama è come lo stuzzichino prima di un pranzo nuziale.
Puoi intuire il concetto, ma solo intuirlo.
Il cammino dilata il tempo, lo rafforza e la fatica, grande o piccola che sia, aumenta la percezione della ricompensa.
Come nei sentieri di montagna, sudi, fatichi, ti affanni e poi in alto, in cima si apre il mondo, respiri, assorbi, inglobi e ti senti vivo, parte di qualcosa di immenso ed eccezionale.
La felicità è nelle piccole cose, ma serve il tempo anche per le piccole cose.
Vi faro' partecipi dei miei nuovi cammini....naturalmente con degustazioni, non ci dimentichiamo l'altro di cuocheperpassione.
Ma c’è una grande differenza fra percorrere in auto o a piedi la stessa strada secondaria.
La differenza è enorme, è il tempo dei gesti, del ritmo, il tempo per assaporare i particolari, le sfumature, luci e ombre.
Fermarsi con l’auto in un belvedere, scendere, scattare qualche foto, assaporare per pochi istanti il panorama è come lo stuzzichino prima di un pranzo nuziale.
Puoi intuire il concetto, ma solo intuirlo.
Come nei sentieri di montagna, sudi, fatichi, ti affanni e poi in alto, in cima si apre il mondo, respiri, assorbi, inglobi e ti senti vivo, parte di qualcosa di immenso ed eccezionale.
La felicità è nelle piccole cose, ma serve il tempo anche per le piccole cose.
I LOVE FRANCIGENA
Ora , per essere davvero piacevole , il cammino a piedi dev'essere fatto da soli . Se lo si fa in gruppo , al cammino resta solamente il nome , diventa qualcos'altro che ricorda piu' un picnic . Il cammino a piedi va fatto da soli , perche' la liberta' e' un requisito essenziale : si deve essere infatti sempre liberi di fermarsi o di continuare , e di seguire questo o quel tragitto secondo il capriccio del momento e poi perche' si deve procedere con il proprio passo . Bisogna davvero camminare da soli ? Infatti , camminando , e' necessario trovare il proprio ritmo fondamentale e mantenerlo . Il ritmo fondamentale e' il proprio ritmo , quello che non stanca e permette di camminare per oltre dieci ore senza sfinirsi , di conseguenza , se occorre adeguarsi al passo di un altro , accelerando o rallentando , il corpo risponde meno . In ogni modo la solitudine assoluta , non esiste . Fino a tre o quattro persone si puo' ancora camminare senza parlarsi , ciascuno prende la propria andatura . Oltre a quattro si ha una colonia , si va da uno all'altro , si aspetta , si formano gruppi che di li a poco diventano clan . Addio semplicita' e austerita' e si cominciano a fare confronti , mentre per camminare bisogna essere soli , impossibile condividere la solitudine . E moltre altre solitudini ad ognuno la sua.
Invito tutti a camminare da soli, noi naturalmente in molte occasioni cerchiamo di far condividere questa magnifica passione, e a volte e' bello anche cosi', vedere i sorrisi delle persone, la stanchezza che appaga, i riscontri sempre positivi, la serenita' nell'essersi lasciati andare...
Vi aspetto ai miei prossimi cammini....
I LOVE FRANCIGENA
Camminare per essere in presenza mentale .
Camminare per avere fiducia in noi e negli altri
Camminare per guardarsi dentro Camminare per sentire il proprio respiro .
Camminare per vedere con l'occhio interiore .
per rilassarsi , superare ansie e preoccupazioni .
Camminare nel labirinto della vita .
Camminare per essere in pace con se stessi , camminare spinti dal sincero proposito di essere felici .
Il camminare e' una delle poche attivita' che , per quanto impegnativa , consente di svolgerne contemporaneamente altre , a volte altrettanto impegnative .
Perche' camminare concilia , il pensare , il sognare , il conoscere persone .
Si cammina per stare in silenzio e per gustarsi la compagnia , perche' si e' curiosi del mondo e perche' ci si vuole ritrovare in se stessi .
Nelle camminate che richiedono piu' giorni lo stare fuori casa non e' piu' una
transizione , ma l'elemento della stabilita' .
C'e' un'inversione , si va da un albergo dei pellegrini ad un altro .
Ed e' il dentro a trasformarsi , infinitamente variabile .
Non si dorme due volte nello stesso letto , ogni sera ci accolgono ospiti diversi.
Sorpresa rinnovata dagli scenari, dagli ambienti , varieta' dei muri , delle pietre .
Ci si ferma , il corpo e' stanco , bisogna trovare riparo .
Bisogna anche parlare della strana impressione che fanno i primi passi , quelli del
mattino.
Si e' consultata la carta , deciso l'itinerario del giorno , ci si e' congedati , si e
bilanciato lo zaino , individuato il dentiero , ci si e' assicurati la direzione .
Ci si ferma , si controlla , si gira a vuoto e poi il sentiero si apre , lo si imbocca , si
prende il ritmo .
Si alza la testa ed eccoci partiti , ma partiti per camminare per stare fuori . (Dal diario di um pellegrino)
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