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TREKDATE A SAN GODENZO

Che mondo difficile, a volte penso dov'e' finita la spontaneita'?

Ecco cosa dovete fare al mio Trekdate, naturalmente ci divertiamo e non ci prendiamo sul serio..

Per spezzare il ghiaccio, la prima domanda da fare è sicuramente il nome: può sembrare banale ma il nome è il nostro "bigliettino da visita" ed è ciò che attribuisce un'identità anche all'esterno.
Poi, come abbiamo detto, è un modo per avviare una conversazione, quindi anche solo rispondendo a una domanda così semplice avremo modo di capire il single che abbiamo di fronte. Vedremo subito se è una persona loquace o timida, sentiremo come parla, qual è il tono della voce ecc...

Evitate frasi preparate o citazioni d'effetto: il modo migliore per conquistare l'altro è la spontaneità. Cercate di essere voi stessi, non preoccupatevi di essere originali. Avete solo 10' minuti a vostra disposizione, non sprecateli a sforzarvi di recitare una parte che non vi appartiene.

Dovete capire se la trekwoman o il trekman con cui state parlando vi interessa, quindi è meglio fare domande semplici piuttosto di nascondervi dietro battute o continui complimenti.

Finora vi abbiamo dato delle indicazioni di massima, ora vediamo quali sono le cose migliori che potreste chiedere:

 

- Che lavoro fai?

Il lavoro è un altro pilastro che contribuisce a costruire l'identità di una persona.

Conoscere la professione della persona che avete di fronte è anche un modo per capire qualcosa di più sulla sua personalità: potrete così scoprire se è un creativo, se ama aiutare gli altri, se ha una predisposizione più scientifica o umanistica ecc...

- Perché hai scelto di partecipare a un trekdate?

Capire le ragioni per cui anche l'altra persona ha scelto di venire ad un trekdate può essere utile per sapere quale fase della propria vita sta attraversando: cerca un partner? Vuole conoscere nuove persone? Vuole solo divertirsi?

- Quanti anni hai?

Per alcuni single (uomini compresi) l'età può essere un argomento delicato, ma la spontaneità con cui risponderanno a questa domanda è un elemento significativo per comprendere qualcosa in più (anche solo rispetto a come affrontano l'avanzare dell'età).


- Cosa ti piacerebbe sapere di me?

Per mettere a proprio agio  la







trekwoman o il trekman con cui state parlando, potreste chiedergli cosa vorrebbe sapere di voi. È una domanda che serve a distogliere l'attenzione da lui e a evitargli eventuale imbarazzo. E, al tempo stesso, serve a voi per capire qualcosa di più sul vostro interlocutore.

Se per prima cosa vi chiede se siete sportivi mentre il vostro sport preferito è sorreggere al massimo il libro che leggete stesi sul divano, è probabile che i vostri interessi siano molto diversi...

- Cosa vorresti raccontarmi di te?

Per concludere, chiedete alla persona con cui state parlando di raccontarvi qualcosa che vorrebbe che voi sapeste.

Anche questa sua risposta sarà significativa per conoscerlo meglio.

Vi ho convinto? E allora vi aspetto al mio TREKDATE

TREKDATE A SAN GODENZO

Chi mi conosce ormai non fa piu' caso alle mie uscite, no non intendevo i trek o le corse, tutto cio' che mi passa per la testa cerco di condividerla pianificando una cena, un trekking, dei giochi. Ed eccomi qua' a spiegare perche' TREKDATE.

Tutti forse conoscono lo Speed date, lo speed date si potrebbe definire un appuntamento al buio ma super veloce...ok mettete il motore di ricerca e aggiornatevi.

Visto che da sempre una cosa che amo fare e far incontrare le persone, ho pensato perche' no un bel trekdate, si cammina e ci si conosce, ci sara' piu' tempo, ma dovete stare attenti a tutto quello che chiedete , ci sara' un supervisore che a fine trek davanti a un buon bicchiere di vino e un bel panino davanti al camino valutera' quanto feeling ci sara' tra i diversi camminatori.

Unica opzione di questo trek e' che ci devono essere un uguale numero di donne e uomini...il resto ve lo spiego se venite ai miei TREKDATE.




 

Si potrebbe definire una specie di appuntamento al buio, ma super veloce. 🙂 Inventato alla fine degli anni ’90 si è rapidamente espanso in molte parti del mondo. Qui in Italia purtroppo, data la nostra resistenza alle cose nuove, non è presente in tutte le città, ma in molte lo puoi trovare. Fa parte di una categoria più grande che comprende tutti gli eventi per single (vacanze per single, crociere, ecc. ecc.) ma tra tutti questi eventi lo speed date è sicuramente il meno impegnativo (in termini di tempo e soldi). Nota: ovviamente ci sono anche gli speed date online (chat e cose simili), ma in questo articolo parliamo di quelli dal vivo.

Per saperne di più: https://www.seduzioneattrazione.com/speed-date-cose-come-funziona-consigli/approccio/ - Copyright © SeduzioneAttrazione.com
Si potrebbe definire una specie di appuntamento al buio, ma super veloce. 🙂 Inventato alla fine degli anni ’90 si è rapidamente espanso in molte parti del mondo. Qui in Italia purtroppo, data la nostra resistenza alle cose nuove, non è presente in tutte le città, ma in molte lo puoi trovare. Fa parte di una categoria più grande che comprende tutti gli eventi per single (vacanze per single, crociere, ecc. ecc.) ma tra tutti questi eventi lo speed date è sicuramente il meno impegnativo (in termini di tempo e soldi). Nota: ovviamente ci sono anche gli speed date online (chat e cose simili), ma in questo articolo parliamo di quelli dal vivo.

Per saperne di più: https://www.seduzioneattrazione.com/speed-date-cose-come-funziona-consigli/approccio/ - Copyright © SeduzioneAttrazione.com

TREKDATE A SAN GODENZO

DALLA FONTE DEL BORBOTTO AL FALTERONA

Percorso che in meno di dieci chilometri tra andata e ritorno porta sulla cima del Monte Falterona. Tra le varie opzioni escursionistiche questa è tra le più brevi e facili da percorrere.

Si lascia l'auto alla "Fonte del Borbotto" a cui si arriva passando da Castagno di Andrea e proseguento per la via sterrata del Falterona. Nei periodi estivi non si può raggiungere direttamente la Fonte del Borbotto, ma occorre lasciare l'auto nel parcheggio che si trova circa 400 metri più a valle.

Una volta raggiunta la Fonte del Borbotto, dove si trova anche un rifugio, si prende il sentiero CAI 17 in salita. Dopo circa un chilometro si arriva il località "Le Crocicchie", un crocevia dove lo 00 interseca il sentiero CAI 17. Ricordiamoci di questo incrocio perchè al ritorno ci passermo di nuovo. Le crocicchie sono il punto più alto del sentiero 17 che prosegue in discesa fino a capo d'arno. Qui si può scendere lungo una scalinata fino alla fonte da cui sgorga il fiume Arno.

Da capo d'arno si prende il sentiero CAI 3  che porta in direzione del Lago degli Idoli, bisogna stare attenti a non



 confondersi ed andare direttamente verso il monte Falterona. In questa escursione abbiamo previsto di allungare l'anello per visitare anche il lago. 

Superato il lago si prosegue sul sentiero CAI 3 fino all'incrocio per il CAI 4 che prendiamo a sinistra. Poche centinaia di metri dopo troviamo di nuovo una deviazione: è ancora il sentiero 3 che porta al Falterona.

Raggiunta la cima del Monte Falterona e apprezzato il meraviglioso panorama prendiamo il sentiero CAI 00  che ci porta di nuovo alle crocicchie attraverso un percorso panoramico.

Da qui si percorre nuovamente il sentiero 17 fino al punto di partenza. Sulla via del ritorno ci si può fermare ad ammirare anche il Gorga Nera.

TREKDATE A SAN GODENZO

La valle del Falterona costituisce una delle porte di accesso al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, primo parco nazionale istituito in Toscana nel 1993.

La località più conosciuta della vallata è Castagno d’Andrea che fa parte del comune di San Godenzo, così come la vetta più nota è il Monte Falterona dal cui versante sud-occidentale nasce il fiume Arno.

Altre montagne meno note fanno da cornice a questa selvaggia valle così come altre piccoli borghi e case sparse costeggiano i suoi versanti. Casale è una di queste località, adagiata a 600 m di quota sul versante orografico sinistro della vallata solcata dal Torrente San Godenzo.

Paese piccolo, ricco di bellezze, castagneti secolari, fresche sorgenti, belle faggete, zone aperte dove pascolano gli animali, massi ricoperti dal muschio, ma anche di una storia particolare.

La vita qui ancora oggi è scandita dei ritmi lenti della natura.

 Da Casale si sale per una strada bianca che
 disegnando alcuni tornanti, ci porta all’imbocco della “via dei cavallari”, facente parte di un’antica rete di itinerari che metteva in comunicazione, fin dal tempo degli Etruschi, la Toscana con la Romagna. Raggiunto il crinale si scende verso la colla del Pretagnolo per poi continuare la discesa verso le poche case di Spaliena.

Da qui un ripida ma breve risalita ci riporta sul versante di Casale verso cui riscendiamo per chiudere il nostro bell’anello.

 

Trek  - Sul Monte Falterona da Castagno d'Andrea

Castagno - Le Calle - Monte Acuto - Monte Falterona - Fonte Borbotto - Castagno


  • Partenza: Castagno
  • Arrivo: Castagno
  • Tempo di percorrenza: 6 ore
  • Lunghezza: 13 km
  • Dislivello: 900 m

Castagno d'Andrea, raggiungibile da San Godenzo con l'apposita deviazione, è il paese reso immortale dall'omonimo pittore del primo Rinascimento. C'è ancora la casa natale di Andrea, o perlomeno quella ritenuta tale per tradizione o per convenzione. Bisogna infatti ammettere che di veramente antico, a Castagno, a parte un poco dell'impianto urbanistico e a parte alcuni materiali reimpiegati, non c'è rimasto nulla, complici le frane, l'incuria, l'azione del tempo e soprattutto degli uomini: l'episodio più doloroso resta quello dell'aprile '44 quando le truppe tedesche (con l'aiuto di fascisti italiani) incendiarono e distrussero quasi completamente il paese, nell'ambito delle "ripuliture-rappresaglie" decretate da Kesselring. Sono scomparse quindi anche le tracce del passaggio di un altro illustre, Dino Campana, che qui soggiornò durante il suo "Viaggio a La Verna" del settembre 1910, inserito nei Canti Orfici. Una visita a Castagno d'Andrea, tuttavia, oltre al fascino evocativo, è comunque consigliabile: anche solo per la chiesa, ricostruita nel dopoguerra e dotata di affreschi (la «Crocifissione», di Pietro Annigoni, del 1958 e «Al popolo di Castagno» di Silvestro Pistolesi, del 2003) semplicemente impressionanti per la loro carica eversiva ma estremamente umana. L'itinerario qui proposto è più che classico. Raggiunge il tetto del Parco (e dell'Appennino tosco-romagnolo), dopo una grandiosa cavalcata su cresta. Non si sottovaluti il dislivello - 900 metri!- che è indiscutibilmente alpino.


         TREK DATE A SAN GODENZO
















        TREK DATE A SAN GODENZO

Esiste un modo divertente ma soprattutto "green" per gestire i propri weekend e fare tante e nuove conoscenze: il Social food trekking.

Location inconsuete, su un prato, in un bosco, sulla via francigena, mentre si ascolta musica, si cammina, si gioca, si mangia ottimo cibo, si parla , ci si confronta, ci si innamora, no, non e' un sogno erotico, e' il nostro modo di condividere cibo, trek e divertimento.

Vi aspetto in una location inconsueta, naturalmente non pensate di arrivare facilmente, il mistero rende sempre tutto piu' intrigante.

Se poi ti vuoi fermare con noi c'e' la possibilita' di dormire, portati un sacco a pelo, federa, ciabatte, asciugamano e scarpe d trekking.

La domenica mattina faremo una magnifica escursione, classica ma sempre molto suggestiva, da Castagno D' Andrea al Monte Falterona.

Naturalmente sarete coinvolti nelle nostre preparazioni culinari, finalmente scoprirete il segreto dei bomboloni di " Max "


MENU


Menu' del sabato sera
- Le ficattole, i salumi e i finger food di cuocheperpassione
- La polenta e le mezze maniche al ragu'
- Il " maialab " il maiale cotto a basse temperature e speziato
- L ' insalata e la bieta ripassata
- I bomboloni di Max
- Vino Acqua e caffe'


TREKKEGGIANDO TRA BRUNCH  E SLUNCH

Per un giorno fai a meno di facebook. Spegni il computer.
Elimina whatsapp. Chiudi il cellulare.
Esci fuori. Vieni all' appuntamento.
17 dicembre ore 9....non puoi sbagliare...

TREKKEGGIANDO TRA BRUNCH E SLUNCH


 La domenica un giorno perfetto per inventarsi nuove sfide.

Per fortuna il piacere e' un linguaggio cosmopolita, un sorriso e una mano sulla pancia dicono di piu' di tante parole. Location inconsuete, su un prato, su un letto, su una panca, mentre si ascolta buona musica e si mangia ottimo cibo, no, non e' un sogno erotico, e' il nostro modo di condividere cibo e divertimento. Vi aspetto in una location inconsueta, naturalmente non pensate di arrivare facilmente, il mistero rende tutto piu' intrigante...

Una certezza pero' c'e' l'abbiamo ci ritroviamo domenica 17 dicembre, e dopo un percorso trek di circa 13 km troviamo la nostra Secret Sunday.

A, ricordati non giudicare mai il libro dalla sola copertina.

E allora diamoci sotto con le delizie di cuocheperpassione

 Visto che e' un trek di Natale saremo in tema, invito tutti a incartare un oggetto, qualcosa di nuovo o di vecchio, qualcosa che ci ricorda cose che vogliamo eliminare dalla nostra vita...o che un tempo ci hanno reso felice e ora c'e' ne vogliamo disfare, insomma quello che vuoi, l' importante e' allegarvi una lettera, un biglietto..SCRITTO A MANO.
Io l'ho già fatto...

Per un giorno fai a meno di facebook. Spegni il computer.
Elimina whatsapp. Chiudi il cellulare.
Usci fuori. Vieni all' appuntamento.
17 dicembre ore 9....non puoi sbagliare..




Vi aspettooooooooooo

MAGNATREK

VALLOMBROSA- SECCHIETA-PRATOMAGNO

Il luogo perfetto in cui
vagare liberamente circondati da colori e panorami mozzafiato, in cui addentrarsi alla ricerca dei pregiati porcini
o dove respirare libertà risalendo i fossi con la fedele canna da pesca. Ma oggi non entreremo in foresta, anzi,
la supereremo attraversando la sottile linea di prateria che come un pennello giallo divide due valli, due popoli,
due storie diverse: Casentino e Valdarno.

Al Monte Secchieta


ci si arriva da Vallombrosa dove pochi metri prima dell’abbazia si imbocca sulla destra una stretta strada asfaltata piena di tornanti che si arrampica per 10 km nel fresco della foresta di abeti e castagni fino in cima a l’altopiano ad un altitudine di 1500 metri dove la vegetazione si dirada e lo sguardo è rapito da scorci unici.
Parcheggiamo l’auto nei dintorni del monumento ai partigiani di fronte al bar Secchieta (quota 1151 m).
Qui iniziamo il cammino verso le pale eoliche di Secchieta e proseguiamo in una lenta e affascinante camminata che sarà completamente sul sentiero 00 (denominazione data a tutti i sentieri di crinale).
La direzione è ovviamente quella della Croce del Pratomagno (quota 1591 m).

Percorrendo il crinale saremo circondati da un bellissimo bosco di faggio caratterizzato dalle bizzarre forme assunte dalla pianta. Non solo il bosco, ma anche le immense praterie di crinale ci lasceranno senza fiato.
Continuiamo sul sentiero passando dal Valico di Reggello dove sarà stupefacente ammirare la forza dell’acqua
che modella le montagne sottostanti creando gole selvagge completamente immerse nel verde.
Ancora due ore di cammino e giungiamo alla Croce che maestosa sovrasta le valli del Casentino e del Valdarno.
Da qua ripercorriamo il sentiero appena compiuto cogliendo come la prospettiva e i paesaggi cambino a seconda della direzione del cammino. 

 Il momento migliore per affrontare questa scarpinata è sicuramente l’autunno per ammirare al meglio i colori della foresta, ma la consigliamo tutto l’anno per la magia che sempre e comunque riesce a trasmettere ai visitatori.

Itinerario adatto a tutti ma che per la sua lunghezza è consigliato a camminatori abituali.

SOCIAL FOOD TREKKING


Le riconosci subito, le donne che viaggiano da sole: hanno l’andatura sicura di chi ha camminato per il mondo e guardano l’orizzonte come si guarderebbe un Dio in persona. L’età conta poco, possono essersi messe in viaggio mille, dieci o due anni fa: hanno sempre l’aria di chi ha ritrovato una parte di sé, un po’ selvaggia, molto naturale, sopratutto autentica.

Le donne che viaggiano da sole hanno come prima dote la capacità di adattamento: sanno adeguarsi a tutto, al clima, alle scomodità, alle fatiche che il viaggio richiede; non si piegano invece ad una vita che non sia la loro e che non trasudi amore per il mondo. Prima o poi le vedi con il bagaglio in mano, che ti salutano e tu, a malapena, sai che direzione prendano.

 Sanno di essere belle, le donne che viaggiano da sole, anche se nello zaino hanno due magliette o tre e non si pettinano per giorni. Perché viaggiando da sola perdi interesse per l’apparire, vuoi soltanto essere. Ed essere lì è tutto quello che conta. E le cose da gestire sono tante: la sicurezza, l’itinerario, gli incontri, di chi mi fido, da chi stare alla larga. Le emozioni....(dal web)

Io vado ....