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ALLORA INIZIAMO IL NOSTRO CORSO DI CUCINA A MAGGIO, ANCORA POCHI DETTAGLI E CI SIAMO, NATURALMENTE I NOSTRI PIATTI OLTRE CHE BUONI DOVRANNO ...
Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi. Puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio. Spero che tu viva tutto al meglio. Spero che tu possa vedere cose sorprendenti. Spero che tu possa avere emozioni sempre nuove. Spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi. Spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita. E se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.....
Tutti la vogliono..Tutti la cercano...Tutti la amano...I love Francigena..BURLATREK IL 25 APRILE ..
INIZIARE UN NUOVO CAMMINO SPAVENTA.
MA DOPO OGNI PASSO CHE PERCORRIAMO CI RENDIAMO CONTO DI COME ERA PERICOLOSO RIMANERE FERMI.
R.B.
Il 13 maggio andiamo, e come facciamo sempre noi, andiamo senza carte, senza guide, ma con la testa, ma io mi chiedo 20, 30 40, 50 anni fa quando non c'erano i social la gente camminava? Certo che camminava, da sola, in compagnia, non c'era bisogno di iscriversi a una associazione o a un gruppo, saremo liberi almeno di andare dove vogliamo e come vogliamo, ognuno si prende la responsabilita' del proprio cammino.
Il 13 andiamo in un borgo invisibile....
Il paese di Lucchio è arroccato sulla montagna che domina la valle del torrente Lima, al confine tra la provincia di Lucca e quella di Pistoia ed è talmente addossato alla ripida parete rocciosa che è praticamente inavvistabile fino a che non gli si giunge sotto. Si dice che sia il borgo più nascosto della Toscana. Si racconta che Lucchio è talmente in pendenza che i contadini dovevano legare un sacchetto alle galline per impedire che le uova rotolassero a valle.
Rifugio ideale per sfuggire ai nemici, il suo castello sovrasta le abitazioni ed anch’esso è invisibile. Anche dal paese infatti spesso non si riesce a scorgerlo. Le origini del castello sono da ricercare nell’antichità quando i Liguri occuparono la zona ma l’edificazione del castello così come appare dai resti, è da imputare alla Contessa Matilde di Canossa. Oggi ci si può arrampicare fino in cima alla rocca attraverso un sentiero che parte dall’inizio del paese. Da lassù avrete una splendida visuale e sarete scossi dal forte vento. Nel XVI secolo un ingegnere olandese, forse vista l’abbondanza di vento, costruì un mulino a vento con lo scopo di rendere il castello autosufficiente in caso di assedio.
E dopo aver visitato il borgo faremo il nostro trek sulla Penna di Lucchio
Un nome che dice tutto:
la Penna è un'improvvisa impennata della montagna
a ridosso del borgo L
Poiché non bastano più i piedi ma bisogna ricorrere anche alle mani,
si tratta di una arrampicata, facile e poco esposta,
eppure impegnativa per l'escursionista inesperto o poco allenato.
la Penna è un'improvvisa impennata della montagna
a ridosso del borgo L
Poiché non bastano più i piedi ma bisogna ricorrere anche alle mani,
si tratta di una arrampicata, facile e poco esposta,
eppure impegnativa per l'escursionista inesperto o poco allenato.
Siamo nella Svizzera Pesciatina, appellativo coniato nel secolo scorso da
Jean Charles Sismondi, un intellettuale ginevrino esule in Italia a cui
queste zone ricordavano la terra natia.
La Svizzera Pesciatina è costituita da dieci antichi paesi, le cosiddette Castella , che sono: Vellano (600 m.s.l.m.), Pietrabuona (110 m.), Medicina (537 m.), Fibbialla (424 m.), Aramo (397 m.), San Quirico (529 m.), Sorana (410 m.), Castelvecchio (450 m.), Pontito (750 m.) e Stiappa (630 m)
La Svizzera Pesciatina è costituita da dieci antichi paesi, le cosiddette Castella , che sono: Vellano (600 m.s.l.m.), Pietrabuona (110 m.), Medicina (537 m.), Fibbialla (424 m.), Aramo (397 m.), San Quirico (529 m.), Sorana (410 m.), Castelvecchio (450 m.), Pontito (750 m.) e Stiappa (630 m)
Vi ho convinto?
E allora andiamooooo!!!
Se puoi trovare un percorso senza ostacoli, probabilmente non ti porta da nessuna parte.
(Frank A. Clark)
EYES WIDE TREK
E anche questo trek si e' concluso
A chi dice «non ce la farò mai»
A chi crede che bisogna essere allenati
A chi non sa da dove cominciare a organizzare il viaggio
A chi non ha mai preparato uno zaino
A chi non ha mai avuto una vescica
A chi pensa di non poter fare a meno di certe comodità
A chi crede che ci si possa perdere … e, a volte, succede!
A chi ha paura di fare brutti incontri (tra i quali quello con se stesso)
A chi crede, a chi non crede, a chi non sa...
EYES WIDE TREK e' gia' andato in onda...
RICETTE DEL CAVOLO
Mio padre e' il miglior rifornitore a km 0.Ora e' il periodo delle crucifere, e quindi come faccio io di solito mi sbizzarrisco nelle prove culinarie.
Le crucifere sono note anche come brassicacee. In verità, sono una categoria di piante non particolarmente nota, il nome non suona come nome comune ma approfondendone la conoscenza, scopriremo che le crucifere sono presenti nella nostra vita più di quanto immaginiamo. Nulla di spaventoso, anzi, hanno effetti positivi sul nostro corpo e sono inserite in molti elenchi di cibi consigliati, sia per il gusto sia per le loro proprietà.
Le crucifere prendono il nome dalla croce, visto che hanno 4 petali per ogni fiore. Nell’orto le troviamo spesso e comprendono i cavoli di moltissime varietà, appartenenti al genere brassica, altro nome che contraddistingue questa famiglia. La maggior parte dei cavoli (broccoli, cavolfiori, cavolo rapa, cavolo cappuccio,…) sono di origine italiana, ma c’è anche il cavolo cinese molto diffuso nella cucina orientale. Si tratta sempre di piante biennali che accumulano sostanze nutritive nel primo anno di vita e fioriscono nel secondo. L’orticoltore generalmente raccoglie la verdura prima di far andare in seme il cavolo. Oltre ai cavoli tra le crucifere troviamo rapa, cima di rapa, rapanello, raperonzolo, cren o rafano, rucola e crescione, queste sono piante a coltivazione annuale. La famiglia di piante delle crucifere può anche essere chiamata brassicaceae.
Fatti i cavoli miei....
Tagliolini alla crema di cavoletti e salsa al pecorino e gorgonzola..
La farinata di cavolo nero...
Gli gnudi alla Verza e Cavolfiore..
L' ovino con i cavoletti e n'duja...
TREKDATE A SAN GODENZO
Che mondo difficile, a volte penso dov'e' finita la spontaneita'?
Ecco cosa dovete fare al mio Trekdate, naturalmente ci divertiamo e non ci prendiamo sul serio..
Per spezzare il ghiaccio, la prima domanda da fare è sicuramente il
nome: può sembrare banale ma il nome è il nostro "bigliettino da visita"
ed è ciò che attribuisce un'identità anche all'esterno.
Poi, come abbiamo detto, è un modo per avviare una conversazione, quindi
anche solo rispondendo a una domanda così semplice avremo modo di
capire il single che abbiamo di fronte. Vedremo subito se è una persona
loquace o timida, sentiremo come parla, qual è il tono della voce ecc...
Evitate frasi preparate o citazioni d'effetto: il modo migliore per conquistare l'altro è la spontaneità.
Cercate di essere voi stessi, non preoccupatevi di essere originali.
Avete solo 10' minuti a vostra disposizione, non sprecateli a sforzarvi di
recitare una parte che non vi appartiene.
Dovete capire se la trekwoman o il trekman con cui state parlando vi interessa, quindi è
meglio fare domande semplici piuttosto di nascondervi dietro battute o
continui complimenti.
Finora vi abbiamo dato delle indicazioni di massima, ora vediamo quali sono le cose migliori che potreste chiedere:
- Che lavoro fai?
Il lavoro è un altro pilastro che contribuisce a costruire l'identità di una persona.
Conoscere la professione della persona che avete di fronte è anche un modo per capire qualcosa di più sulla sua personalità: potrete così scoprire se è un creativo, se ama aiutare gli altri, se ha una predisposizione più scientifica o umanistica ecc...
- Perché hai scelto di partecipare a un trekdate?
Capire le ragioni per cui anche l'altra persona ha scelto di venire ad un trekdate può essere utile per sapere quale fase della propria vita sta attraversando: cerca un partner? Vuole conoscere nuove persone? Vuole solo divertirsi?
- Quanti anni hai?
Per alcuni single (uomini compresi) l'età può essere un argomento delicato, ma la spontaneità con cui risponderanno a questa domanda è un elemento significativo per comprendere qualcosa in più (anche solo rispetto a come affrontano l'avanzare dell'età).
- Cosa ti piacerebbe sapere di me?
Per mettere a proprio agio la
trekwoman o il trekman con cui state parlando, potreste
chiedergli cosa vorrebbe sapere di voi. È una domanda che serve a
distogliere l'attenzione da lui e a evitargli eventuale imbarazzo. E, al
tempo stesso, serve a voi per capire qualcosa di più sul vostro
interlocutore.
Se per prima cosa vi chiede se siete sportivi mentre il vostro sport preferito è sorreggere al massimo il libro che leggete stesi sul divano, è probabile che i vostri interessi siano molto diversi...
- Cosa vorresti raccontarmi di te?
Per concludere, chiedete alla persona con cui state parlando di raccontarvi qualcosa che vorrebbe che voi sapeste.
Anche questa sua risposta sarà significativa per conoscerlo meglio.
Vi ho convinto? E allora vi aspetto al mio TREKDATE
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