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IO RESISTO..


Io resisto.Quello a cui non so resistere è un piatto di pasta con il sugo di maiale, un bicchiere di buon vino rosso, il tiramisù fatto in casa.Quello a cui non so resistere è un profondo e ampio respiro davanti ad un panorama mozzafiato nelle mattine terse invernali, il vento che scompiglia i capelli in cima alla vetta, la fatica prima della vetta.Quello a cui non so resistere è il valore intrinseco dell’utopia, il piacere di avere i piedi per terra, l’importanza del profilo basso.
Io resisto.Quello a cui non so resistere è camminare..Quello a cui non so resistere è tagliare a fette sottili le verdure, far saltare la pasta nel sugo perdendone metà sul fornello, girare perfettamente la frittata.Quello a cui non so resistere sono gli occhi che sorridono, la mano passata nei capelli, la pelle d’oca.
Io resisto.Quello a cui non so resistere è il profumo dell’erba bagnata, la spiaggia deserta nei tramonti di fine estate, le nuvole bianche e gonfie fra terra e mare.Quello a cui non so resistere è il piacere malinconico della malinconia, la felicità delle piccole cose, la leggerezza dell’amicizia.Quello a cui non so resistere è la mia salsa piccante, la birra gelata dopo una lunga camminata, il ghiacciolo alla menta.
Io resisto.Quello a cui non so resistere sono i tacchi alti e il rossetto rosso .Quello a cui non so resistere è stare con le persone di tutte le eta' di tutti i ceti..e piu' strani sono piu' mi piacciono.Quello a cui non so resistere sono i piani ben riusciti, le cose che vanno come devono andare, le sorprese della vita.
Io resisto.

NUOVI CAMMINI...

Qualche anno ho imparato che viaggiare e vedere città e paesaggi neccessita lo studio di vie secondarie, meno battute, solitarie, alla ricerca del panorama giusto e per certi versi magico.
Ma c’è una grande differenza fra percorrere in auto o a piedi la stessa strada secondaria.
La differenza è enorme, è il tempo dei gesti, del ritmo, il tempo per assaporare i particolari, le sfumature, luci e ombre.
Fermarsi con l’auto in un belvedere, scendere, scattare qualche foto, assaporare per pochi istanti il panorama è come lo stuzzichino prima di un pranzo nuziale.
Puoi intuire il concetto, ma solo intuirlo.
Il cammino dilata il tempo, lo rafforza e la fatica, grande o piccola che sia, aumenta la percezione della ricompensa.
Come nei sentieri di montagna, sudi, fatichi, ti affanni e poi in alto, in cima si apre il mondo, respiri, assorbi, inglobi e ti senti vivo, parte di qualcosa di immenso ed eccezionale.
La felicità è nelle piccole cose, ma serve il tempo anche per le piccole cose.
Vi faro' partecipi dei miei nuovi cammini....naturalmente con degustazioni, non ci dimentichiamo l'altro di cuocheperpassione.

I LOVE FRANCIGENA

Ora , per essere davvero piacevole , il cammino a piedi dev'essere fatto da soli . Se lo si fa in gruppo  , al cammino resta solamente il nome , diventa qualcos'altro che ricorda piu' un picnic . Il cammino a piedi va fatto da soli , perche' la liberta' e' un requisito essenziale : si deve essere infatti sempre liberi di fermarsi o di continuare , e di seguire questo o quel tragitto secondo il capriccio del momento e poi perche' si deve procedere con il proprio passo . Bisogna davvero camminare da soli ? Infatti , camminando , e' necessario trovare il proprio ritmo fondamentale e mantenerlo . Il ritmo fondamentale e' il proprio ritmo , quello che non stanca e permette di camminare per oltre dieci ore senza sfinirsi , di conseguenza , se occorre adeguarsi al passo di un altro , accelerando o rallentando , il corpo risponde meno . In ogni modo la solitudine assoluta , non esiste . Fino a tre o quattro persone si puo' ancora camminare senza parlarsi , ciascuno prende la propria andatura . Oltre a quattro si ha una colonia ,  si va da uno all'altro , si aspetta , si formano gruppi che di li a poco diventano clan . Addio semplicita' e austerita' e si cominciano a fare confronti , mentre per camminare bisogna essere soli , impossibile condividere la solitudine . E moltre altre solitudini ad ognuno la sua.

Invito tutti a camminare da soli, noi naturalmente in molte occasioni cerchiamo di far condividere questa magnifica passione, e a volte e' bello anche cosi', vedere i sorrisi delle persone, la stanchezza che appaga, i riscontri sempre positivi, la serenita' nell'essersi lasciati andare...

Vi aspetto ai miei prossimi cammini....

I LOVE FRANCIGENA

Camminare per essere in presenza mentale .

 Camminare per avere fiducia in noi e negli altri

 Camminare per guardarsi dentro Camminare per sentire il proprio respiro .

 Camminare per vedere con l'occhio interiore .

 per rilassarsi , superare ansie e preoccupazioni .

 Camminare nel labirinto della vita .

 Camminare per essere in pace con se stessi , camminare spinti dal sincero proposito di essere felici .

 Il camminare e' una delle poche attivita' che , per quanto impegnativa , consente di svolgerne contemporaneamente altre , a volte altrettanto impegnative .

 Perche' camminare concilia , il pensare , il sognare , il conoscere persone .

 Si cammina per stare in silenzio e per gustarsi la compagnia , perche' si e' curiosi del mondo e perche' ci si vuole ritrovare in se stessi .

 Nelle camminate che richiedono piu' giorni lo stare fuori casa non e' piu' una transizione , ma l'elemento della stabilita' . C'e' un'inversione , si va da un albergo dei pellegrini ad un altro . Ed e' il dentro a trasformarsi , infinitamente variabile . Non si dorme due volte nello stesso letto , ogni sera ci accolgono ospiti diversi. Sorpresa rinnovata dagli scenari, dagli ambienti , varieta' dei muri , delle pietre . Ci si ferma , il corpo e' stanco , bisogna trovare riparo . Bisogna anche parlare della strana impressione che fanno i primi passi , quelli del mattino. Si e' consultata la carta , deciso l'itinerario del giorno , ci si e' congedati , si e bilanciato lo zaino , individuato il dentiero , ci si e' assicurati la direzione . Ci si ferma , si controlla , si gira a vuoto e poi il sentiero si apre , lo si imbocca , si prende il ritmo . Si alza la testa ed eccoci partiti , ma partiti per camminare per stare fuori . (Dal diario di um pellegrino)



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I LOVE FRANCIGENA

Alle volte, quando sono fortunata,i pensieri divengono una sorta di rumore di fondo.C'è, esiste, ma io me ne scordo.Il ritmo del mio respiro,la cadenza delle mie scarpe sull'asfalto,i suoni della strada prendono il sopravventoed io piombo in una sorta di letargo cognitivo.Quando alla fine dell'allenamento ne riemergo fatico a dire di preciso dove sono stata con la testa.Certo, so di essere esistita.Mi ricordo dei panorami che ho visto:

delle salite, delle discese, della fatica.


I LOVE TREKKING

IL PANINO DI CUOCHEPERPASSIONEEALTRO..

LE REGOLE PER UN PANINO PERFETTO

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Prima regola: bisogna scegliere bene il pane: l’ideale è quello che non ha bisogno di essere riscaldato, tipo il pane toscano cotto a legna bello compatto con una corteccia croccante.

 Seconda regola: le salse. Meglio evitare le salse che rendono molle il pane: vanificano gli sforzi fatti per ottenere l’effetto croccante. 

 Terza regola: la semplicità vince. Ingredienti semplici non significa però scegliere le prime cose che capitano. Anche negli abbinamenti è meglio non eccedere accostando la qualunque. Bene la mortadella con il pecorino fresco o la finocchiona toscana con quello stagionato. Più in generale, con salumi a piacere, mozzarella e pomodoro è difficile sbagliare.

Quarta regola: fai pure abbinamenti particolari ma testali sempre.

-Panino al mais e semi di girasole, uovo, zola, capperi,pomodorini ciliegini, basilico,scalogno

- Pan brioche, prosciutto crudo di Parma, scaglie di grana padano, patè di fegatini, julienne di basilico

- Pan brioche al sesamo, burrata , fagiolini, pomodorino ciliegino, prosciutto San Daniele, fico pugliese, olio al basilico

- Piadina, rughetta, fesa di tacchino, maionese, scorza d arancia, pomodorini!!!

- Schiacciatina all olio , melanzana all'habanero, petto di pollo arrosto, pecorino,  maionese

- Quinta : lo sfizio. Non è detto che l’approccio gourmet sia necessariamente il migliore. Per molti appassionati divoratori del panino non c’è niente di meglio della frittata appena fatta, avvolta nella carta stagnola per asciugare rapidamente,e poi infilata nella rosetta.

- Sesta e ultima regola chi non ha provato il panino di "cuocheperpassione"

non ha un metro di giudizio ....siete tutti invitati.
Il panino di cuocheperpassione








 


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SOCIAL FOOD TREKKING

Mai ferma,
sempre attiva,
sempre curiosa
e troppo spesso, distratta dai miei stessi pensieri.
Oggi la chiamano iperattività.
E' quella che mi fa uscire dagli schemi,
inseguire i sogni,
apprendere nuove cose,

portare avanti un lavoro forgiato su questa forza.
Ogni giorno devo però lottare contro di essa per restare sulla mia vita, sulla mia strada.
E allora ecco che la strada prende forma:
è una lunga striscia di asfalto, di terra, di sabbia.
O un insieme di tutto questo.
Alla fine, di pensiero, ne resta uno:
Andare...................................


SOCIAL FOOD TREKKING


Alle volte, quando sono fortunata,
i pensieri divengono una sorta di rumore di fondo.
C'è, esiste, ma io me ne scordo.
Il ritmo del mio respiro,

la cadenza delle mie scarpe sull'asfalto,
i suoni della strada prendono il sopravvento
ed io piombo in una sorta di letargo cognitivo.
Quando alla fine dell'allenamento ne riemergo fatico a dire di preciso dove sono stata con la testa.
Certo, so di essere esistito.
Mi ricordo dei panorami che ho visto:
delle salite, delle discese, della fatica.
I LOVE TREKKING

SOCIAL FOOD TREKKING


Mi piace udire il ritmico susseguirsi dei miei passi.

Tum, tum, tum,...

mi piace percepire il delicato affanno del respiro in salita,

la regolarità del respiro in piano,

la leggerezza del respiro in discesa.

Mi piace camminare

Esco di casa e cammino

Che meraviglia!
e se amate perdervi vi aspetto il 6 agosto alla luna busso'.....






E LA LUNA BUSSO'...

Nell’illimitata fantasia umana la luna non cessa mai di essere fonte d’ispirazione per chi talvolta ama perdersi nel cielo e sorprendersi a fissare ciò che sfugge al suo controllo.
Storie, leggende, poesie e pensieri continuano a proliferarehttps://it-it.facebook.com/murano.bina L’uomo è riuscito anche ad andare sulla luna, ma al di là delle conoscenze scientifiche acquisite, è riuscito ad afferrarne il mistero?
Gli scienziati hanno una risposta a tutto; non c’è niente di enigmatico nella luna. E probabilmente non hanno tutti i torti.
Ma il fascino immortale che riesce a suscitare nell’uomo sfugge anche alla scienza.
In quell’alone continuamente mutevole si specchiano i sentimenti umani, la nostra vulnerabilità e incostanza.
Niente è per sempre, sembra dirci la luna.
Tutto muta, ma la bellezza del mondo è racchiusa anche in questo suo eterno cambiamento.
La luna è l’interrogativo costante suggerito sottovoce dal nostro inconscio.
Quella percezione recondita e inquietante delle cose.
Invita a smarrirsi nella sua contemplazione silenziosa....

Il 6 agosto vi invito a perdervi con me.....